Daniele Fermo

Torna in campo quando lo dicono i dati.

Se ti fai male sempre nello stesso punto, il tempo che è passato non c'entra. Misuriamo che cosa non si riattiva quando ti muovi, e ripartiamo da lì.

Il metodo RNO.Cinque fasi, dalla valutazione ai controlli.

RNO, Riprogrammazione Neuromuscolare Oggettiva. Si parte da un appuntamento: anamnesi e test su sistema nervoso, forza e movimento rivelano inibizioni, compensi e asimmetrie. I dati diventano un programma su misura, giorno per giorno: sai cosa fare, perché farlo e quali fattori hanno prodotto un infortunio o stanno frenando la tua prestazione.

Fase 1

Ascoltiamo

La prima parte serve a ricostruire la storia completa: data e meccanismo dell'infortunio, numero di recidive, percorsi riabilitativi già svolti e il motivo per cui si sono interrotti.

Non è una formalità burocratica. Il pattern delle recidive e le terapie che non hanno funzionato indicano dove andare a cercare, e sono informazioni che nessuno strumento può registrare al posto tuo.

Fase 2

Misuriamo

La parte centrale è la valutazione strumentale.

Ogni segmento viene testato in isolamento per ottenere tre parametri: la forza massima espressa, il tempo necessario a raggiungerla (rate of force development) e il deficit percentuale rispetto al lato opposto.

Poi passiamo al gesto completo — salto, atterraggio, corsa, cambio di direzione — registrato con elettromiografia di superficie. Rispetto alla valutazione a occhio, la differenza è che un compenso, un ritardo di attivazione o un'asimmetria smettono di essere un'impressione e diventano un numero confrontabile nel tempo.

Fase 3

Testiamo

Una parte è dedicata a ciò che la strumentazione non rileva: il comportamento del sistema nervoso sotto carico.

Ti posizioniamo in appoggio monopodalico, in carico progressivo e nelle posizioni che il corpo ha imparato a evitare dopo il trauma. Cerchiamo un muscolo che dispone della forza ma non riceve il comando di esprimerla, un'attivazione che si interrompe quando la posizione richiama quella dell'infortunio, o una co-contrazione tra agonisti e antagonisti che blocca il gesto invece di produrlo.

La risposta cambia in base al punto in cui applichiamo il test, perché l'origine dell'inibizione è spesso distante dalla sede del dolore. Ecografia e risonanza fotografano lo stato del tessuto, non la sua capacità di essere reclutato: per quella servono test manuali specifici e un occhio allenato a riconoscere cosa il corpo sta proteggendo.

Fase 4

Interpretiamo

L'ultima parte è dedicata alla lettura dei risultati, spiegati senza sigle.

Vedi quale lato produce meno forza e di quanto, quale muscolo si attiva in ritardo e in quale gesto, e in quali posizioni il sistema nervoso continua a proteggere un tessuto biologicamente guarito da mesi.

Questo spiega perché il recupero si è fermato senza che tu potessi farci molto: non è una questione di impegno, è una risposta neuromuscolare che finora non era stata misurata. Esci con i tuoi margini di carico attuali documentati, un riferimento che non dipende da come ti senti quel giorno.

Fase 5

Ricostruiamo

Il programma viene costruito sui valori emersi dalla valutazione. Ogni esercizio ha un parametro di riferimento e un obiettivo numerico: non deriva da un protocollo standard associato a quel tipo di infortunio.

Ogni fase si chiude con un re-test. Se i valori migliorano si progredisce nel carico; se un parametro non risponde si modifica il programma prima che quel deficit diventi una nuova recidiva.

Il criterio per tornare in campo non è il tempo trascorso, ma il raggiungimento delle soglie di forza, simmetria e attivazione compatibili con le richieste del tuo sport. L'obiettivo però non si esaurisce lì: i margini di carico su cui lavoriamo puntano a superare i livelli che avevi prima dell'infortunio.

Il tessuto è guarito, i controlli sono a posto, eppure il gesto non torna quello di prima.

Dopo mesi di lavoro, un corpo che non risponde logora più della fatica dell'allenamento.

BloccatoRecidivoFrustratoSfiduciatoImpazienteSolo

Non è una questione di tempo o di impegno: è una funzione che nessuno ha ancora misurato.

Il tessuto guarisce prima della funzione.

Un protocollo a tempo assume che, superate le settimane previste, il distretto sia pronto. Quando però il sistema nervoso continua a ridurre l'attivazione, la forza disponibile non viene espressa nel gesto: il carico del ritorno in campo trova lo stesso deficit di prima, ed è così che nasce la recidiva. Qui il criterio di progressione è la funzione neuromuscolare misurata.

Lo strumento però restituisce un numero, non una spiegazione. Un deficit di forza sul quadricipite può originare da una caviglia che ha perso dorsiflessione o da un'anca che ha smesso di contribuire al gesto: quale distretto testare per primo è un'ipotesi, e da quella dipende ciò che il test rivelerà. È qui che pesa il numero di casi già visti, perché riconoscere una configurazione ricorrente restringe il campo prima ancora di iniziare a misurare. L'ipotesi però non resta un'opinione: il re-test la conferma o la smentisce con gli stessi parametri.

  • Dinamografia ed elettromiografia di superficie: parametri registrati, non stimati a occhio
  • Stessi test e stessi parametri dopo un infortunio, in prevenzione o per il rendimento
  • Avanzamento deciso sui valori di forza, simmetria e attivazione
  • Ogni ipotesi sull'origine del deficit viene verificata dal re-test, non assunta

13 domande, e so già da dove partire.

Le domande che ricevo più spesso.

Che cos'è il metodo RNO?

RNO è la sigla di Riprogrammazione Neuromuscolare Oggettiva, il metodo di valutazione e lavoro che uso in studio. Oggettiva perché ogni decisione parte da un valore misurato (forza, simmetria, attivazione) e non da un'impressione o dal tempo trascorso. Non è una visita singola: si comincia con l'appuntamento di valutazione (ricostruzione della storia, misurazione strumentale con dinamografia ed elettromiografia di superficie, test manuali della risposta del sistema nervoso sotto carico, lettura dei dati insieme), poi c'è il programma costruito su quei valori e i controlli in cui gli stessi parametri vengono rimisurati, per vedere che cosa ha attecchito e che cosa va corretto. Vale sia dopo un infortunio sia su un atleta sano che vuole alzare il proprio rendimento.

Che cos'è la riabilitazione neuromuscolare?

È la parte del recupero che si occupa di come il sistema nervoso comanda il muscolo, non solo di come il tessuto guarisce. Dopo un infortunio l'attivazione può restare ridotta anche quando la struttura è integra: la forza esiste, ma non arriva al gesto nel momento in cui servirebbe. Misuriamo quel deficit di attivazione e lavoriamo per riportarlo dentro valori confrontabili con il lato sano e con la richiesta del tuo sport.

Che cosa misurano esattamente i test?

Per ogni segmento testato in isolamento si ottengono tre parametri: la forza massima espressa, il tempo necessario a raggiungerla (rate of force development) e il deficit percentuale rispetto al lato opposto. Poi si passa al gesto completo — salto, atterraggio, corsa, cambio di direzione — registrato con elettromiografia di superficie, che mostra quali muscoli entrano, in quale ordine e con quanto ritardo. Il risultato è un insieme di numeri confrontabili nel tempo, non un'impressione clinica.

Che differenza c'è con un approccio fisioterapico tradizionale?

La differenza non sta nella qualità del lavoro manuale, ma nel criterio con cui si decide di avanzare. Un percorso costruito sui tempi standard progredisce in base alle settimane passate dall'infortunio; qui si progredisce quando forza, simmetria e attivazione lo consentono. Misurare serve anche a cercare la causa dove il dolore non è: l'inibizione che blocca un muscolo ha spesso origine distante dalla sede sintomatica.

Su quali parti del corpo lavorate e quanto dura il percorso?

Su tutto il corpo. Il principio resta lo stesso, cambiano i test e i valori di riferimento della zona interessata. La durata dipende dal punto di partenza — quanti episodi hai avuto, quanto deficit emerge dalla valutazione, che cosa ti chiede il tuo sport — quindi viene definita dopo la valutazione e aggiornata sui dati dei controlli, non promessa prima.

Lavori solo con professionisti?

Gran parte delle persone che seguo sono atleti di alto livello e professionisti, ma non è un requisito. Chi gioca a livello amatoriale riceve gli stessi test, gli stessi parametri e la stessa attenzione: quello che cambia sono gli obiettivi di rientro, non il modo di lavorare.

Come funziona la call?

Sono quindici minuti al telefono, gratuiti. Mi racconti che cosa è successo, quante volte si è ripetuto e che cosa hai già provato; io ti dico se la valutazione è indicata nel tuo caso e che cosa aspettarti. Se non è indicata, lo sai già durante quella call.

Posso fare solo la valutazione?

Sì, è un servizio a sé: puoi fermarti lì e usare i dati come preferisci, anche portandoli al professionista che ti segue già. Non serve essere infortunato — la valutazione ha senso anche in chiave preventiva, per vedere se ci sono asimmetrie o ritardi di attivazione prima che diventino un problema.

Ci dobbiamo incontrare o possiamo lavorare a distanza?

La valutazione richiede un incontro in sede, ad Arcamedica (L'Aquila): forza, simmetria e attivazione si rilevano con la strumentazione, e a distanza non è possibile misurarle. Il lavoro successivo può proseguire in parte online, in misura variabile a seconda della situazione: monitoraggio del programma a distanza e check-in periodici in sede per rimisurare e aggiornare i carichi.

Parliamo del tuo caso.

Quindici minuti al telefono. Mi racconti che cosa ti è successo e che cosa hai già provato, io ti dico se posso esserti utile. Se non è il caso, te lo dico lo stesso.

* Campo obbligatorio: servono tutti e quattro, più le due spunte, prima di poter inviare.

Titolare del trattamento: Daniele Fermo — Arcamedica, L'Aquila. I dati servono solo a preparare la valutazione e la call: non vengono ceduti a terzi né usati per pubblicità, e vengono cancellati dopo 12 mesi se non nasce un percorso insieme. Dopo l'invio ricevi in automatico un'email con il link per fissare la call e, se non prenoti, fino a due promemoria nei giorni successivi: nessuna decisione automatica filtra o nega mai l'accesso alla prenotazione, e puoi disiscriverti in un clic dal link presente in ogni messaggio. Puoi revocare il consenso o chiederne la cancellazione in qualsiasi momento. Leggi l'informativa completa